A Garcia Lorca
elena rapisa
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Doloroso cantore d'amore, di vita, di morte,
lussureggiante poesia
appesa a scheletri di ramificate dolenze
intrise del tuo iberico sangue,
focoso fiume che impregnò la terra.
Mai più i tuoi pensosi inquieti occhi sosteranno
su donne amate nell'arido vento andaluso
che intona melodie di carne
inseguendo lune vaganti tra braccia d'ulivi contorti,
ne ti schiuderai a respirare
l'olezzo di fuorvianti illusioni.
Niveo giaci abbandonato, vuoto,
l'arma fraterna ti invase,
rotto burattino,
usignolo zittito nella rigidità di morte.
Ma ancora e sempre ghermiscono,
la bocca spalancata sui silenzi
i tuoi versi,
canti senza tempo,
anima andalusa, falco trafitto in volo.
Ti piange il toro,
ti lamenta il cardo,
solo la terra rise nell'accoglierti.
©
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
Commenti (1)
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Rosita Bottigliero6 febbraio 2013
Una grande dedica... un cantore dell'animo umano... Poesia che si ricerca e si sogna in questi versi dell'autrice. Eleganza di stile e dipinti fan della lirica un capolavoro...

