La tua immagine
Giuliano Nardelli
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Ho un'immagine di te tra i miei libri
e le carte sparse sullo scrittoio.
Il pensiero vaga e si sofferma
ad un autunno con le foglie asperse
che il vento stentamente cercava
di accumulare di lato alla stazione.
Ho un'immagine di te e del nostro incontro
il primo e mai più rimosso, di quella ritrosìa
tua iniziale e a tratti sobria e ingenua,
ma che ti distingueva e denotava
la tua figura di quell'aria assai cortese
ma, all'occorrenza pure, tanto animosa.
Ho un'immagine di te, delle tue mani
che nel toccarsi appena con le mie
simile a un alito od un sospiro in atto,
cagionano quel palpito e un sussulto
che le menti mandano a memoria
quando fanciulli osavamo amare.
Ho un'immagine di te e dei tuoi occhi
di carbone neri, occhi profondi e fulgidi
come gemme che accendono la fiamma
di una candela al suo stoppino,
esile miccia che ora mi ritrovo, qui,
a fianco del mio ardito e ignaro cuore.
Ho un'immagine di te, delle tue labbra
e dei tuoi baci, sensuali ed avvolgenti
che incantano il dolore e l'anima mia smarrita.
E nel buio della notte anche se c'è tempesta
ed io ti penso, come uno squarcio tu sei già saetta:
irrompi, poi sfavilli ed una volta ancora poi svanisci.
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Giuliano Nardelli
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