E il cielo piange

E fuori piove
piove come se il cielo si stesse sfogando
prima lieve
come quasi a dare potenza alla rabbia
poi quando meno te lo aspetti
ti fa una grandinata
ai piedi del mare
che neanche potevi immaginare
E quello è il dolore più forte
che ci si sente addosso ogni mattina
ed ogni semplice
ma paradossale meschina
goccia d'acqua
è una parola urlata
e mai censurata
Si osserva la pioggia
e la furia indiscreta del vento
che magicamente
e surreale
sposta
l'acqua negli angoli più nascosti di una strada
Da un limbo
al caldo
all'asciutto
senti ticchettii
e battiti
di grandine
su vetri
adesso
puliti
e il tuo cuore
è a ritmo
lo senti
vibrare
pompare
all'unisono con essa
E' un momento
è uno sfogo
è l'improvvisa
manifestazione
che in un attimo
puoi esplodere
E rimani a respirare
con lentezza
con il mondo che riparte
con la sensazione
di poter ripartire anche tu
umida
e con il freddo nelle ossa
pensi
possa arrivare un arcobaleno
a salvarti.
©
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Commenti (2)
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Elle8 febbraio 2013
La sensazione che si prova leggendo questi versi tirati fuori, quasi a voler sfogare come quella pioggia, tutto un certo freddo dell'anima ... mi riporta a chi osserva la natura infrangersi su quelle strade come sulla propria vita. L'impetuosità degli eventi che si abbattono all'improvviso e che non riesci proprio ad arrestare... ma li devi soccombere, poi affrontare, poi attenderne il sereno. L'impotenza mista ad una punta di rassegnazione...
Poesiaerre8 febbraio 2013
L'anima che segue il ritmo della natura... quindi pioggia e grandine con la stessa intensità. Annienta la psiche il forte dolore... ma così come l'arcobaleno pone fine alle intemperie... La forza di ricominciare diventa l'iride dell'anima.

