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Cronaca 10 febbraio 2013 · lettura 1 min · 1415 letture

Giorno del ricordo

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Lucillo Dolcetto 210 poesie pubblicate
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Non ci fu solo il Nazismo a macchiarsi di crimini orrendi. Tito ed il Comunismo, a quello non furon secondi. Essere, oggi, Italiani e vivere senza timori: trovarsi stranieri domani, braccati qual traditori. Per quanti poteron fuggire da Pola, da Fiume, da Zara, fu grande il loro patire, lontan dalla terra sì cara. Dei tanti spariti nel nulla, le foibe furon sepolcro; pure di chi era in culla fu fatto orrendo massacro. Non in una fossa comune dove recarsi a pregare ma, com'avvien del "pattume", nelle "gole" fur' fatti marcire. La memoria resti, profonda, anche verso quei tanti corpi mai a riva sospinti dall'onda, dove furon gettati da morti.
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10 febbraio 2013 - per ricordare gli uccisi e fatti sparire nelle foibe.

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Lucillo Dolcetto
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Commenti (1)

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Ausilia Giordano10 febbraio 2013

"GETTATI DA MORTI" Bellissimo testo, molto profondo, che richiama lacrime infinite per tanto dolore! Le ricerche denotano che non tutti erano morti quando venivano scaraventati giù nelle insenature profondissime, ma molti erano vivissimi, maltrattati e distrutti da un'infinità di torture a cui venivano sottoposti. Se vuoi, vedi: Paolo Sardos Albertini - le foibe - a cura della Nazionale. it. Noi, quello che possiamo fare, è ricordare, ricercare, per capire ed evitare che altri soffrano.