Giorno del ricordo
Non ci fu solo il Nazismo
a macchiarsi di crimini orrendi.
Tito ed il Comunismo,
a quello non furon secondi.
Essere, oggi, Italiani
e vivere senza timori:
trovarsi stranieri domani,
braccati qual traditori.
Per quanti poteron fuggire
da Pola, da Fiume, da Zara,
fu grande il loro patire,
lontan dalla terra sì cara.
Dei tanti spariti nel nulla,
le foibe furon sepolcro;
pure di chi era in culla
fu fatto orrendo massacro.
Non in una fossa comune
dove recarsi a pregare
ma, com'avvien del "pattume",
nelle "gole" fur' fatti marcire.
La memoria resti, profonda,
anche verso quei tanti corpi
mai a riva sospinti dall'onda,
dove furon gettati da morti.
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Commenti (1)
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Ausilia Giordano10 febbraio 2013
"GETTATI DA MORTI" Bellissimo testo, molto profondo, che richiama lacrime infinite per tanto dolore! Le ricerche denotano che non tutti erano morti quando venivano scaraventati giù nelle insenature profondissime, ma molti erano vivissimi, maltrattati e distrutti da un'infinità di torture a cui venivano sottoposti. Se vuoi, vedi: Paolo Sardos Albertini - le foibe - a cura della Nazionale. it. Noi, quello che possiamo fare, è ricordare, ricercare, per capire ed evitare che altri soffrano.
