Tempi di ritorno
Nelle cucine illuminate al neon
genitori luccicanti di futuro
tolleravano a stento i racconti dei nonni
che si facevano belli di dopoguerra
Ragazzi noi -teste rivolte alla telereliquia
s'ascoltava la novella beffardi increduli
perché fuori imperversava la crescita
l'ottimismo era d'obbligo e fesso chi non profittava
Col senno di poi - sembra un secolo già-
quell'opulenza predatoria me la sento addosso
viscida come l'unto
Induce al rispetto per questi tempi inverni di ritorno
quasi un'altra guerra
La miseria - fuoco del ghiaccio- fa cenere delle anime semplici
ma pure d'inciucioni con la sugna
slinguatori che spacciano illusioni
Ilaria, Signora di Lucca, le belle forme slega dal marmo
e le palpebre dal duro sonno
ad una luna esangue schiudi
la tenera vagina
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
M
Tutte le opere →
L'autore
Manuela Mori
Nata il 4 Luglio 1957, è sposata senza figli. Laureata in Lettere moderne presso l'Ateneo di Pisa, da trent'anni lavora presso un'azienda privata del Centro Italia, come responsabile del settore contabilità e bilancio. Scrive versi per diletto. Alcune sue poesie state selezionate dal giornalista Aldo Forbice per il co
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!