Tra refoli di cielo e gli incubi di sempre
Nino Vicidomini
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Mette fili copiosi di seta
sulle lave increspate
questo timido chiaro di luna.
E lievita il silenzio, vestito di notte,
tra refoli di cielo e gli incubi di sempre.
Ritornano nutrite le paure
a rispecchiarsi nella montagna antica!...
Si fa preghiera l’attesa
che ascende dai calanchi della memoria.
Ha grani consunti
il rosario che serro tra il pollice e il medio:
tante brevi orazioni come giorni fuggitivi!...
E garza ferite il mutismo
lasciando, nei cigli più erbosi,
le bramosie antiche di un cuore malandato.
Sui crinali delle colline
vive ancora emozioni
il mio fragile sogno di luce!...
- Al primo biancore del giorno,
mia madre,
faticava la farina, a braccia nude,
e ne faceva pasta prelibata
colmandone il telaio
slargato sull’uscio del misero “basso”. -
Ho tumulato nelle conche annose
tutte quante le mie illusioni!...
Aspetterò sui colli dei pendii
il rifiorir della ginestra nuova!...
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L'autore
Nino Vicidomini
__________________La mia infanzia è scritta sulle scialbe facciate dei palazzi secolari della strada che mi svezzò con il metodo antico. In quella strada vestita di storia che affaccia al Vesuvio io vidi la luce nell’umido basso di un angusto cortile; partorito sul lucido marmo del tavolo in noce c
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