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Sociale 11 febbraio 2013 · lettura 1 min · 1500 letture

Patria

Pino Penny 558 poesie pubblicate
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A che serve il folclore nella tua lunghezza la tua storia, la grande arte, la pienezza di tutti i grandi che ti hanno costruita vestigia ammantate da pietre antiche... se poi in questo tempo c'è diroccamento una Terra fatta da uomini e antiche leggi sulle quali si basa il mondo intero! A che pro a me cosa ne viene e tu sai se mi conviene? Quest'esser Culla se non fai nascere che pochi tuoi bambini Patria, terra d'esiliati, bravi giovani espatriati terra di confine, frontalieri di lavoro e averi D'azzurri mari, isole da sbarcare con dolore per riempire baracche e celle molto strette. Chissà se splenderà ancora il sole sulle tue città
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L'autore
Pino Penny

Nato il 12-08-48(del novecento) a Rivoli prov.di torino in italia-europa-mondo-vialattea. mediocre ma variegato.abbastanza sfigato...ex..molte volte ex... a undici anni la mia prima poesia(essendo un cretino,scrivo pure adesso che ho qualche anno di più) espressionista nato.illuso ma disilluso.causa forza maggiore.

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Commenti (3)

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M
Michaelsanther S11 febbraio 2013

attuale, veritiera e ben scritta- di certo politici e lestofanti vari non si fanno nessuna domanda, indifferenti a quanti veri uomini nella storia diedero la vita per in concetto di patria

Emanuele Strada11 febbraio 2013

Poesia attenta, che rimprovera alla propria patria il passato nella sua costruzione così difficile e incompleta e richiama il presente di poche possibilità, lasciando al lettore in ultima frase l'interrogativo aperto su un poco probabile ma auspicabile sole sopra le città a rischiarare e riallineare i conti fatti, molto apprezzata.

EnzoL20 febbraio 2013

La farei leggere a tutti quelli che nascondono la testa sotto un metro di terra dei Fori qui a Roma, a tutti quelli che si beano di un passato che è ormai andato. A cosa serve essere fieri se poi le nostre azioni distruggono ogni cosa. Condivisa e di più!