M'illudo
rita iacobone
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Sera di città
alleata di passi di uno spaesato profugo,
la stessa, sotto un cielo che piange o
che di stelle si ubriaca,
m'illudo...
d'esser scorto da vetri lustri
prima che s'abbassino persiane
come palpebre infastidite,
di trovar dischiusi portoni
all'accoglienza preparati,
m'illudo...
non più di trascinare passi nell'ombra
con catene all'anima per l'infelice tempo,
ma di scuotere i bianchi cuori blindati,
così ritrosi a congiungere le mani,
si m'illudo...
ma nella babele di preconcetti
ancor più timoroso negli eventi,
smarrito e solo resto.
©
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L'autore
rita iacobone
Chi sono non saprei, da sempre sono alla ricerca di me stessa, cambiando in continuazione come un caleidoscopio. Vivo ogni sensazione intensamente col cuore e così a volte mi esalto altre mi deprimo. E' da questo stato d'animo che nasce da tanto tempo il desiderio di salvare pensieri tra parole di poesia. Tutti quei mo
Commenti (1)
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Berta Biagini11 febbraio 2013
Illudersi è una brutta parola che riesce ancor di più a far soffrire – purtroppo sembra che sia ancora presto per comprendere la veridicità di questi versi – molti fanno finta di niente o si girano dall’altra parte. Sentitissima.

