Sbarre

Sei lì così vicina e irraggiungibile
un sogno così bello e così fragile
lì ritta in piedi a pochi passi
pesanti a farsi come sassi
Tu splendida regina delle nuvole
principessa delle più belle favole
che hai a fare con questo uomo vile
che non può stare lontano dal canile
Come se fossi chiuso in gabbia
verso te si tende la mia mano
con triste e disperata rabbia
ma ogni tentativo è vuoto e vano
Non cadranno mai le mie catene
non sarò mai libero di amarti
nulla di buono potrò mai regalarti
la mia prigione è dentro di me
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
A
Tutte le opere →
L'autore
Adriano Lungosini
Dice mia madre che sono sempre le donne a scegliere. La Poesia ha scelto me, non so perché, dato che non ne ero all'altezza, per dare un senso ad una storia, la mia, che fino ad allora era sempre proseguita per inerzia. Lo ha fatto attraverso una donna, concreta e reale, che mi ha sempre respinto. Ma l'amore per la Poe
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Laura Sensoli16 febbraio 2013
Le catene sone delle autopunizioni che ci dilapidano il corpo, ma l'amore scioglie tutte le catene, quello vero s'intende! Molto diretta nelle rime e molto piaciuta!
a
adriana sini19 febbraio 2013
più la leggo e più mi piace: l'ho segnalata ed infiocchettata per la capacità dell'autore di incatenare lo sguardo del lettore su versi che paiono fotografie che trasudano dolor d'amore. bravo!
