Sonetto Y
Luciano Tarabella
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Portami in sogno il viso suo gentile,
notte serena, come lo rammento
per dirle, in un sospiro, quel che sento
quasi che fosse zefiro d'aprile.
Sapesse quanto è antico il mio tormento
qualunque verso non sarebbe vile
anzi, vestito del più puro stile,
farebbe eterno questo mio cimento.
Un quieto sogno, niente più che un sogno
antico ma scolpito nel mio cuore
m'è rimasto di te, cara fanciulla.
D'altro non credo, ormai, d'aver bisogno
poi venga pure quel che deve, amore,
che di svegliarmi non m'importa nulla.
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L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (1)
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Salvatore Masullo23 marzo 2013
In sogno un viso gentile che rasserena l'anima, placa ogni tormento e resta scolpito nel cuore al punto da lasciare un dolce desiderio di rimanere impigliato in questo sonno che rende eterno l'amore desiderato. Bel sonetto, versi dolci ed incisivi!

