Morde e stringe
elena rapisa
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Stringe e limita il fiato
questo brivido che rende friabili l'ossa,
stallatiti i pensieri rigidamente appesi
sbirciano dalla cupa volta della mente.
Immobili, duri occhi le stelle
non consolano,
una luna abbozzata, pare
bocca spalancata che oscena ride.
Ribellarsi forse gioverebbe
o mortificata chiudersi come ostrica in difesa.
Corruttibile lo spirito s'umilia
inventando bugie che il cuore non accetta.
La vita in estremo anelito sopravvive
e furtivamente dispone giacigli di rose
auspicando che spine non forino la coltre tessuta
a proprio inganno.
La ripresa è remota lusinga,
il presente carezza letale,
mannaia calata spezza radici
che si lamentano crepitando
strette nella morsa del gelo
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
Commenti (1)
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Francesco Rossi20 marzo 2013
Sordo ai lamenti questo brivido che è l'essenza della composizione poeticagiustifica pure le lacrime. Con raggi di emozioni la poetessa entra con riguardo nell'interiorità e il suo componimento poetico prende la forma voluta per donare intense sensazioni.

