Il cigno e il gabbiano
Corrado Eneches
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Come cigno tu esile voli
colma di bellezza e magia,
ed io gabbiano erro sui moli
destinato a cambiar spesso via.
Con le tue ali accarezzi l'aere
sacro esser dal candido manto,
e non conosci le scogliere
ma solo quiete e incanto;
mentre io, vagabondo del cielo,
m'immergo e affronto l'oceano
e continuamente ti anelo
tra le onde che mi congelano.
Ma tu sei anche costellazione,
fulgida sequenza siderea
che da divina infiammazione
nascesti nel segno di Boréa.
Io son solo un umile uccello
legato eternamente al mare,
che ama il tuo becco di corallo
e con te sogna di volare.
©
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Corrado Eneches
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