L'incomprensibile
Chi sei tu
che mi guardi dietro ai vetri
di questa città
e mi sorprendi con la nebbia
tra le mani
Srotoli fotogrammi
di antichi dolori
e infrangi le mie deboli barriere
Affianchi le tue parole alle mie
confondi l’insignificante
e ne fai apologia
Sei spirito o essenza?
Sei un dipinto offuscato
una musica di sottofondo
o una banda di paese?
Sei uno specchio consumato
dalla cupidigia di guardarsi
per tentare di carpire
cosa vibra dentro l’immagine
ma anche lo specchio inganna
...e tende tranelli
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Rosita Bottigliero27 febbraio 2013
UNa metafora bellissima... un vedersi... e cercare di capire ... apprrezzata
Francesco Rossi1 marzo 2013
Trovare spazio vitale al dila delle apperrenze per non fingere di non sapere che cosa è stato prima. Un verseggiare di acume.

