O morta luna!
estro non diede beltà
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La notte, nel silenzio siderale,
con il tuo falso splendore, lontano,
rincorri la nullità spaziale,
come nell'ora d'aria, l'ergastolano.
Dei giovani sei gelida lanterna,
tu sbianchi i visi, non dai colore,
la tua figura si staglia eterna
nel ricordo del primo amore.
Metafora tragica della vita,
illumini nel buio la bellezza,
esalti la calma infinita,
terra morta, fai tanta tenerezza.
Così, mi ritrovo in questi anni,
tutto previsto, niente di nuovo,
ma tu non conosci i malanni
e la morte che in corpo covo.
©
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L'autore
estro non diede beltà
Se sei bravo puoi scoprire chi sono anagrammando il mio pseudonimo. Se non sei interessato è lo stesso. Un aiutino per chi vuole scoprirlo: L'Europa prega e lavora con sobrietà, mentre Parigi colta e mondana mostra del mio viso l'ambiguità, icona, della geniale creatività italiana.
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