La mia stanza

E'in questa stanza
che leggero passa
il dolore di un giorno
annego ricordi
e speranza tra
sogni e pensieri
lucido e consapevole
del tempo che passa.
A fatica scrivo
vuoto da ogni
curiosità cerco
una fragile pace
entusiasto solo
di piccole cose
libero dal nulla
libero da me stesso
Amo le mie mani
come non mai
lo sento dentro
presto torneranno
a plasmare ancora
la via maestra
del mio esistere
in un dolce planare
Una preghiera
una canzone
lenta sale
una melodia
diversa e fine
di malinconia
e speranza terrena
senza mai affondare
Occhi pieni di fumo
caldo sentire
leggero vivere
trasforma per me
questa mia speranza
che a fatica regge
e non muore per mano mia
l'emozione di esser vivo.
©
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Commenti (1)
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Rosita Bottigliero5 marzo 2013
Un monologo interiore, un sentire se stesso in una stanza, senza aver altro che fumo... ...versi decisi, riflessi di introspezione... apprezzata...
