Un silenzio che non c'è
Rita Minniti
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il rumore assordante
quando si veste di suoni insistenti,
e si confonde
a un silenzio che non c’è,
che non ha aria.
Un sottovuoto di voci,
dove m’arrendo per non cedere
agli strappi della mente.
Dove ho paura del macabro rito,
quando a districarmi
dai rovi appuntiti
di sensazioni confuse,
cado nel vuoto.
E faccio a pugni,
dando la colpa al vento
che mi sbava negli intercapedini dell’io.
Ed è nel momento
di zittire i rintocchi
di campane stonate
che chiedo silenzio,
di restare sola per ascoltarmi,
chiedermi chi sono,
e se annientando le voci,
che non m’assomigliano,
continuare a vivermi.
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L'autore
Rita Minniti
Commenti (1)
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Giuseppe anfortas Guidolin27 marzo 2013
Pensieri poetici lucidi e trasparenti, proiezioni intime di riflessi incarnati in un'oblio silente, sottesi a dipanare ogni asfittico anfratto dell'anima costretta a dibattersi in un groviglio di emozioni a fondo cieco, deragliate da sibili stonati e detonanti che saturano e comprimono il respiro compromettendo ogni stabilità e visione ... finché Il silenzio evocato non diviene scenario e ventaglio di chiarezza, vortice salubre e puro di richiami in cui incanalare e catturare nuovo istinto di vita ... versi intrinsecamente potenti e suggestivi, molto coinvolgenti

