Nelle macchie occulte
Nino Vicidomini
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Aquiloni sgargianti solcavano spazi puliti.
Veniva marzo con l’amore del risveglio
e acerbi pastelli stemperava
sui ruderi lavici del pozzo.
Espedito, al passaggio dell’aria leggera,
spulava scagliola
che lasciava cadere su teloni sbiaditi...
Con toni accesi,
ghirlande di anemone e viole
ammantavano i poggioli
e i merli intonavano
sui muri divisori del cortile.
Veniva marzo, in transiti di cielo,
a rinvenire frenesie possenti
e lavabi di pene
asciugava il respiro dell’erba.
Dalla cinta di tufo muschiato
si affacciavano bocche di lupo
e liquide carezze dissipava
sopra altane di luce
un nascente tepore.
Veniva marzo
a discoprire labbra di cinabri!...
- Ai lavatoi, consunti di lisciva,
dolci movenze divenivano incanto
nella pienezza del giorno. -
Vaticinava segni nel buiore l’ardita sera!...
...
Ha un segreto sapore d’infanzia
questo chiaro di marzo
che estenuato si posa insicuro
sopra i ruderi annosi
...e un crescente ansimare.
Mi troveranno nelle macchie occulte
a sciogliere legacci di ricordi
le mie paure fatte di silenzio.
©
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L'autore
Nino Vicidomini
__________________La mia infanzia è scritta sulle scialbe facciate dei palazzi secolari della strada che mi svezzò con il metodo antico. In quella strada vestita di storia che affaccia al Vesuvio io vidi la luce nell’umido basso di un angusto cortile; partorito sul lucido marmo del tavolo in noce c
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