Che te ne fai di me
Che te ne fai di uno stupido Romeo
tu che sei dolce e tenera Giulietta
di un uomo così frustrato e reo
con l'anima fosca e ormai reietta
Solo un povero Cirano di dozzina
ti dedica canzoni e serenate
per non vedere più la sua rovina
e un senso dare alle sue vuote giornate
Nella mia esistenza scombinata
che non aveva arte né una parte
tu senza volerlo sei entrata
e tutto il resto ormai è in disparte
Ma se io solamente per te vivo
mi accorgo di non poterti amare
che se appassionato io ti scrivo
sinistra in me un'ombra sempre appare
Ed ora si per te io scrivo poesie
ma nella mia vita quotidiana
assorbo rabbia e nascono eresie
ed ogni mia speranza faccio vana
Che te ne fai di un cane rinnegato
che in negra ira se stesso maledice
affogato nel fango del peccato
a cui ogni tuo biasimo si addice
Tu che sei una splendida perla
non darti in pasto a un sozzo porco
che la sciuperebbe per averla
oscurandola con il suo sporco
Accetta ti prego le mie poesie
ti chiedo di essere clemente
con queste mie piccole follie
che ti dedico, fanciulla ridente
Prendile come un solo frutto buono
da un rovo contorto e attossicato
per esse imploro il tuo perdono
e non sarà invano se ti ho amato
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L'autore
Adriano Lungosini
Dice mia madre che sono sempre le donne a scegliere. La Poesia ha scelto me, non so perché, dato che non ne ero all'altezza, per dare un senso ad una storia, la mia, che fino ad allora era sempre proseguita per inerzia. Lo ha fatto attraverso una donna, concreta e reale, che mi ha sempre respinto. Ma l'amore per la Poe
Commenti (1)
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adriana sini29 maggio 2013
capita talvolta ci sentirci inadeguati, mai abbastanza, ma non esiste bassezza nell'amare e non esiste sozzeria che una carezza sul viso non possa ripulire