I nostri morti
Vieni sole,
buca la terra del riposo,
germoglia le acute assenze, vieni.
A cibare il seme, perché fiorisca il marmo
della nostra mano.
Nel cuore di quel seme,
che l'universo ingravidò per primo, loro sono.
Vieni sole, dammi
la luce giusta a farmi
radiosonda del niente, che con gli azzurri specchiati,
in se ti comprende.
Nel niente
è il filo che a loro ci tiene
e porta a quei volti cari, o influenti,
che sono il volto dell'andare dei tempi.
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L'autore
Manuela Mori
Nata il 4 Luglio 1957, è sposata senza figli. Laureata in Lettere moderne presso l'Ateneo di Pisa, da trent'anni lavora presso un'azienda privata del Centro Italia, come responsabile del settore contabilità e bilancio. Scrive versi per diletto. Alcune sue poesie state selezionate dal giornalista Aldo Forbice per il co
Commenti (1)
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V
Violeta C20 marzo 2013
Mi sono lasciata trasportare in totale abbandono dalle acque incantate di questi versi. L'oscurità crea energia vitale per l'anima infuocata dell'autore. Sfumature leggiadre di thanatos creano un nuovo spazio vitale nel ciclo della vita. Stile lineare per un componimento gradevole e diretto.