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Amore 22 marzo 2007 · lettura 3 min · 2609 letture

Un ultimo ballo

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Davide Marletta 8 poesie pubblicate
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Stasera in teatro c'è uno spettacolo nuovo, danzatori esperti si esibiscono sul palco, mentre di fronte a loro una platea di ombre gioisce alla visione di tale grazia. Un'esibizione maestosa di eleganza e forza, la vita intera messa in scena in un paio d'ore, mentre avido di emozioni il pubblico plaude, soffocando a stento le lacrime, certi di essere stati partecipi di un prodigio, irripetibile, forse, e per questo sublime. Lo spettacolo finisce, e intorno a me, agitata, la folla cerca di farsi avanti, per conquistare un ricordo, una qualunque testimonianza dell'accaduto. Si chiedono foto, autografi, ogni possibilità è aperta per loro, e ciò che prima era una splendida visione di grazia si trasforma in uno strano mercato di trofei. Mi allontano, adesso, cerco di sfuggire a questo spettacolo, e nel silenzio della sera, al chiarore di una luna d'argento, cerco di indovinare la via più breve verso casa, ma non riesco, qualcosa mi dice che lo spettacolo non è ancora finito. Torno indietro sui miei passi, attraverso l'atrio del teatro, e, rifacendo il percorso di poche ore prima, sento una voce di donna intonare un canto, d'amore, certo, ma triste, sulle note di un pianoforte di cui ignoravo l'esistenza, in quel luogo. E' una melodia dolce, bellissima, e non posso fare a meno di ascoltarla, ed apprezzarla. Non mi accorgo nemmeno di essere solo ormai, la folla di pochi minuti prima non esiste più, i corridoi deserti, la platea vuota, solo una luce sul palco ad illuminare lei, mentre continua il suo canto, la cui malinconica bellezza mi riporta indietro con la memoria, in un tempo e luogo che non riesco a definire, ma che so con certezza di aver vissuto, intensamente. Il cuore mi si stringe nel petto, e un dolore indicibile mi costringe a distogliere l'attenzione, a volgere lo sguardo altrove. Vorrei allontanarmi, ma in quello stesso istante la musica si interrompe, e con essa il canto. Cala il silenzio intorno, ed ho paura di voltarmi, e guardarla, ma so che lei vuole incontrare il mio sguardo, scrutarmi dentro, forse, e capisco che non mi posso sottrarre a ciò. Fino a quel momento non ero riuscito ad osservarle il volto, nascosto in un'ombra creata da una strano gioco di luci, ma adesso posso, una splendida luce le illumina il viso, e mi appare in tutta la sua bellezza, sublime visione di donna. Mi appare tutto chiaro adesso, conosco questa donna, l'ho amata perdutamente, la amo perdutamente, ed il sole esplode nel mio cuore, ne scioglie ogni suo argine di ghiaccio, e sento la vita battere forte contro le pareti dell'anima, fino a frantumarle, irrimediabilmente, e una gioia incontenibile mi riga il viso. La invito a ballare, senza musica, senza canto, un solo ballo, prima di andare via, prima di capire che dovrò aspettare ancora per tornare a sentirla cantare.
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Davide Marletta
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