"aspettami..."
e, ti ricordo, con affetto ti ricordo,
immagine bionda con le crine al vento,
fulgida espressione del mio creato,
esempio mirabile di umana creatura
che cavalcavi l'onda nel nostro mare
e parevi ninfa stupenda ed inviolabile, e
poi tutto finì in un attimo, in un mattino
la tua vita spezzata come un fil di lana,
tranciata per sempre la tua vitalità dirompente
da un male maligno, da un neurone infetto, e
vivesti così immobile in un letto per alcuni mesi,
muovendo solo gli occhi che vispi erano rimasti,
dicendomi con lo sguardo che la vita è questa,
basta saperla vivere con grande vera dignità,
tanto tutto è scritto, redatto in un libro grande
fatto di storie, anedotti, situazioni, emozioni
che man mano che passa il tempo noi li scopriamo
credendo di essere noi i padroni di ogni cosa vissuta,
illudendoci di agire da soli per il nostro destino, e
te ne andasti guardando il bel cortometraggio
che girammo insieme quell'estate in montagna,
sorridevi felice non so pensando a cosa, forse
al viaggio che iniziavi senza di me, ed era la prima volta,
al lungo percorso che ti attendeva per raggiungere il Padre
lì oltre le nuvole dove è azzurro e terso l'infinito, dove
mi terrai un posto riservato accanto a te, accanto a te:
aspettami amore meraviglioso.
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Commenti (1)
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Francesco Rossi25 marzo 2013
Tanta emozione suscita il verseggiare del poeta che riesce a coinvolgere il lettore nelle sue emozioni. Una forma che non si discute dona ampiezza poetica a questa poesia sublime.
