A me mi piace scrivere
Aldo Bilato
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e così lo faccio.
Sgrammaticando ai lati
strambando quando rientro.
A me mi piace assai di più
scovare il tuo dissenso.
Vuoi dire che sono da estirpare
come l'erba che cresce nel tuo cortile?
Allora non hai ancora compreso
che ho il naso chiuso e l'apnea mi ruba il sonno.
Non sai che la metrica non serve
a noi povere creature
che hanno appreso poco a scuola e
tutto il resto dal nonno...
A me mi piace rispondere allo scemo del villaggio
quando mi si para davanti e mi fa le linguacce.
La provocazione non è inganno
ma solitudine palesata:
impaziente voglia di rivalsa...
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L'autore
Aldo Bilato
Commenti (3)
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Michele Tropiano26 marzo 2013
E' ovvio che la metrica non è essenziale, ma se non c'è la metrica, ci dev'essere dell'altro. Nelle tue poesie, spesso c'è quel "altro"... anche se non sempre XD per quanto riguarda la grammatica... beh... dipende dalle situazioni: in questa, l'errore ci sta tutto!
Emanuele Strada26 marzo 2013
Si avverte un forte senso di libertà di indipendenza totale dal giudizio proprio e degli altri; di chi è abituato a incasellare il proprio sfogo, come se ci fosse una pratica da sbrigare per potersi sentire liberi; in questi versi c'è qualcuno che è già libero. e buona poesia qualsiasi forma abbia.
perlanera27 marzo 2013
Una cosa è la Poesia, altro sono la metrica e la rima... « Solo la Poesia ispira Poesia » (Ralph Waldo Emerson)



