Divino ozono
Giovanni Chianese
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Con braccia al cielo invoco
quella candida aureola
inspirazione l’antro domina
del mio errante corpo
Imperterrito l’amore tuona
scaccia l’aria cupa e gelida
su distesa glaciale
Ozono si rigenera nel rito ricorrente
divina luce s’erge
sul corpo flagellato a sangue
Capo con spine incarnate
ancora soffre sull’incrocio di pali
marciti dal tempo
Un mondo d'eterna sofferenza
non ascolta parabole
del figliuolo che risorge
supremo specchio del Dio onnipotente
recupero di anime perse.
©
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L'autore
Giovanni Chianese
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
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