La scalinata
Passi con incedere arrembante
fata sdegnosa e un po' scostante
senza guardarmi né darmi un saluto
o forse tu non m'hai nemmen veduto
Passi con piede baldo e saettante
non si può dir studiato ed elegante
il tuo non è artifizio di modella
come fiore di campo tu sei bella
Passi e dentro il mio profondo senso
il tuo pensiero si risveglia intenso
trapassi le mie fosche ragnatele
ape gaia dal fresco e dolce miele
Passi e fragranza di dorato pane
entra alle nari di questo vecchio cane
ma prima che la coda possa dimenare
l'amato tuo sembiante già dispare
Passi e corri, vivifico uccellino
ti vedo con stupiti occhi di bambino
voli lungo i gradini della scala
un lampo di luce in una buia sala
Passi con il tuo rosso cappellino
il tuo vezzo di folletto birichino
a scherno di questo lupo da due lire
che a morder le tue labbra non può ambire
©
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L'autore
Adriano Lungosini
Dice mia madre che sono sempre le donne a scegliere. La Poesia ha scelto me, non so perché, dato che non ne ero all'altezza, per dare un senso ad una storia, la mia, che fino ad allora era sempre proseguita per inerzia. Lo ha fatto attraverso una donna, concreta e reale, che mi ha sempre respinto. Ma l'amore per la Poe
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