Ir calo de' 'onzumi
Luciano Tarabella
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Rivati a questo punto ora si spera
magari di risorgere prestino!
Vèsta novella ecquì di Buettìno
ci rompe 'r cazzo da mattina a sera! (1)
S'andiamo a mezzegambe ner bottino
bisogna trovà presto la maniera
di levàssi da questa grisi nera
facendo co' vaini più a miccìno.
A Pasqua, che neanco a fàllo apposta
s'era ottanta a mangià come sfondati,
'hiaccherando di topa e di puttane,
s'è preso der caviale e l'aragosta
eppò, da livornesi delìati,
s'è bevuto der Chianti a damigiane!
Volendo si finiva anco la botte!
Lo vedi? Si rispiarma alle ribotte! (2)
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L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (1)
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Saverio Chiti1 aprile 2013
come si dice... chi non beve o mangia in compagnia... Caro sor autore... si sa, si tende a risparmiare, ma mai quando si è in amichevole compagnia! il momento è questo... meglio approfittare per star felici con gli amici... prima del dissesto! saluti!

