Verdeggianti radure
Svanisce la nebbia
e ogni fessura visibile
ferisce la carne dell’anima.
In sintonia con la sonnolenza
la brezza incerta della sera
mi porta suoni sbiaditi.
Il tedio che patisco
si adatta come un abito
che non graffia la ferita
e l’ubriacatura del non essere
riscalda la superficie stagnante dei sensi
come una sorta di torpore assolato.
Nella fluida futilità dell’esistenza
sentieri del sogno incantato
mi conducono in verdeggianti radure.
©
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