Uccidere i sogni
Ridono, piangono,
supplicano e chiedono;
l'onor del popolo
dinanzi ai loro occhi
non è cosa seria.
Rigettan le reti
a pescar pesci
ove l'amo non ha abboccato.
L'esca è sempre la stessa:
promesse d'un centesimo
per propiziar
la stagione dei tordi.
Ingrassano, mangiano
e ridono ancora:
distesi sul divano del potere
osservano la loro furbizia;
il popolo cede
la loro speranza.
Miserevoli e meschini!
Piange la gente
le lacrime del dolore!
Calpestar la dignità
è deplorevole,
Uccidere i sogni
è oltraggioso!
Mai avrete il mio cuore!
Là si cela l'illuminata potenza
dei versi che detto.
La penna è una lancia:
trafigge e stordisce
chi nasconde le verità
e annebbia i pensieri.
Lottare per poter
-di nuovo e per sempre-
sognare.
©
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L'autore
Lorenzo Modi
beh, che dire...sono un semplice ragazzo di provincia che ama dilettarsi nello scrivere. Poesie, racconti, romanzi, pensieri, riflessioni, piccoli estratti di me e quant'altro mi venga in mente, lo riporto su carta. Quasi come una liberazione, la scrittura mi sfoga, mi rende unico, mi fa star bene con me stesso. Spero
Commenti (1)
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Francesco Rossi5 aprile 2013
Una poesia di alto spessore sociale, una ribellione verso chi distrugge sogni e speranze ma l'imperativo e pienamente è continuare a lottare.
