L'ora della contumacia

Quando arriverà l'imbrunire
a sfrangiare le ombre.
A rovesciare
in un lento vibrare
le sfumature d'avorio
della tua pelle.
E il sole penderà nei nostri occhi,
come lampione assonnato.
Sarà il decidere circa quel mai
tra le mie parole
e il destino.
Dondolata,
sospesa
ad un soffio
dalla dimensione che ci sa vicini.
Stringerò
con le mie ciglia
ogni secondo adagiato
nel tuo torace.
Per lo sciogliersi del tempo
nella luce di una candela.
Divarico
tra il mio conscio
e il tuo estraneo respiro.
Sosterrai ancora
la mia anima
con morsi brevi?
Adesso che conosco
il volgere altrove,
il mutare altro,
in bilico.
Mentre un'altra sera
minaccerà cielo irrisolto.
Ma se mi sporgerò sul tuo sguardo
non potrò più temere
la vertigine.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
Commenti (3)
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C
Citarei Loretta Margherita4 aprile 2013
coinvolgenti versi d'amore, ben scritta, notevole lirica
Francesco Rossi5 aprile 2013
Nella luce di una fimmella tutto brilla in santa pace. C'è un gra silenzio intorno, ora si dorme e tutto tace. Leggendo più volte la poesia ho percepito questa sensazione.
G
Giovanni De Simone8 luglio 2014
Bellissimi versi che si fanno leggere e udire, e toccono il cuore facendolo vibrare.

