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Introspezione 6 aprile 2013 · lettura 1 min · 4235 letture

Quel sentire strano

Rita Minniti 1106 poesie pubblicate
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Poi si chiuse la porta. Ritornarono i fantasmi a sottolineare la perdita del senso. Non c’era nessuna briciola sul pavimento. Tutto al loro posto come da copione. Gli altri erano solo burattini, e con i fili tesi tra le mani oltrepassai quel bivio dove il pensiero va a morire e si ritorna a casa. Non mi aspettai di evadere la posta, erano lettere abbandonate al destino, o di ritrovarmi a incartare il giorno appena terminato. Il soliloquio lo feci col respiro dove s’accentua il pensare, dove è là che vola il pensiero, a quel bisogno dell’avere e di dare aria da tenere stretta anche nel silenzio. E non c’è acqua che diluisce il desiderio, se l’io giace fermo a quel sentire strano.
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Rita Minniti
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Commenti (4)

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Rosita Bottigliero6 aprile 2013

Un sentire strano appena chiuso una porta e un soliloquio ansimante come una liberazione... il pensiero parla con le cose, si immerge nelle situazioni e parla... Versi dolci e profondi, di un star sospeso ... ...apprezzata

Poesiaerre6 aprile 2013

prima strozzato e poi disincatenato dal profondo, respira l'io, delle risposte che solo lui può dare.

Enrico Baiocchi14 aprile 2013

E' quando si parla al proprio battito che ci sentiamo soli tra i fantasmi dei ricordi e dei desideri, che ripensiamo ai bivi che ci hanno paralizzato, disorientato, incapaci di aspirare quell'aria necessaria ad ossigenare il pensiero e aspettiamo quell'alito di vento che riapra quella porta, ci invada, ci risvegli dal torpore, ci indichi la strada giusta per tornare a credere.

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valencia4716 aprile 2013

" ritornano i fantasmi... la perdita di senso " e "...incartare il giorno..." questi versi, in particolare, mi hanno toccata moltissimo. E' proprio vero che la poesia, quando è davvero tale, non ha bisogno di effetti ridondanti. Questa poesia lo dimostra.