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Sociale 7 aprile 2013 · lettura 1 min · 1967 letture

Mani nelle tasche (le nostre)

Aldo Bilato 1298 poesie pubblicate
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Da piccolo, le mani in tasca, rincorrevo le lucertole. La loro coda, da me tranciata, disegnava sinusoidi morendo: non mi impressionava. La riflessione che mi portavo nelle lenzuola, al buio era di sincero scoramento e dubbio. Come si può essere così perfidi e insensibili al male altrui, alla sofferenza che non grida con lo stesso nostro lamento... * Ho una pellicina che mi fa il pus proprio sull'unghia incarnita dell'indice di gradimento; domani non andrò in onda non andrò al lavoro non andrò a scuola mi devo curare per essere presentabile per essere l'animale piú gettonato perfetto anche per pubblicizzare un reato: che tanto, poi, chi se ne accorge della differenza se dico il vero o se me l'hanno confezionato... * Le mani in tasca trovano una palude o il fiume in entrambi i casi ci riconoscono da come li tastiamo da come li rivoltiamo sottosopra: tu invece credi d'aver ragione e non spendi una parola, una che non sia un sogno che non sia il mio bisogno d'avventura...
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Aldo Bilato
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Commenti (3)

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Angela Fragiacomo7 aprile 2013

nell'era dell'indice di gradimento, del "tutto in onda" outing, come lo chiamano i più informati, ciò che conta è come ti presenti, con un bell'abito di verità confezionate ad hoc sui consumi e i bisogni del grande pubblico e che importa tutto, ma proprio tutto il resto... chi non ha un lamento riconoscibile, non soffre nel grande schermo del grande spettacolo, che è diventata questa nostra gigantesca pantomima . si dirà che stavamo a guardare, mentre ci divoravano i polpacci e lentamente risalivano a finire il resto si dirà che ci avevano incantati con un incredibile stratosferico incantesimo ipnotizzati a desiderare il superfluo, gettando al fiume l'essenziale diranno che ci siamo persi... e mai più ritrovati, incamminati verso il baratro

Paola Galli7 aprile 2013

denuncia sociale! perverso il modo di procedere in quest'era del web, dell'esposizione mediatica, messaggi dal mondo, gli orrori in diretta, il vero ed il falso si intrecciano senza più esser riconosciuti da inebetite menti che credono nella salvezza che purtroppo è un'utopia! e non si può credere come sia possibile tale mistificazione, che subdola ci anestetizza facendoci perdere il succo del discorso!!! e tanto che importa se ci circonda la sofferenza senza lamenti del resto del pianeta!! se il nostro giardino è verde... il resto non conta! la trovo una riflessione davvero mirabilmente condotta alle menti insensibili ed a quelle che lo sono troppo e che vivono ancora tra sogni e parole!

EnzoL8 aprile 2013

già in un epoca dove tutto è onanismo e pieno compiacimento di se stessi, tanti sono i dubbi che mi sovvengono, che sovvengono a molti. Sono dell'idea che in un certo senso la cosa stia man mano scemando (almeno spero) noto, una certa apertura, una certa empatia ... che forse non sia troppo tardi? (io lo spero vivamente) e lo faccio nel mentre leggo la tua bella e condivisa poesia