Mani nelle tasche (le nostre)
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nell'era dell'indice di gradimento, del "tutto in onda" outing, come lo chiamano i più informati, ciò che conta è come ti presenti, con un bell'abito di verità confezionate ad hoc sui consumi e i bisogni del grande pubblico e che importa tutto, ma proprio tutto il resto... chi non ha un lamento riconoscibile, non soffre nel grande schermo del grande spettacolo, che è diventata questa nostra gigantesca pantomima . si dirà che stavamo a guardare, mentre ci divoravano i polpacci e lentamente risalivano a finire il resto si dirà che ci avevano incantati con un incredibile stratosferico incantesimo ipnotizzati a desiderare il superfluo, gettando al fiume l'essenziale diranno che ci siamo persi... e mai più ritrovati, incamminati verso il baratro
denuncia sociale! perverso il modo di procedere in quest'era del web, dell'esposizione mediatica, messaggi dal mondo, gli orrori in diretta, il vero ed il falso si intrecciano senza più esser riconosciuti da inebetite menti che credono nella salvezza che purtroppo è un'utopia! e non si può credere come sia possibile tale mistificazione, che subdola ci anestetizza facendoci perdere il succo del discorso!!! e tanto che importa se ci circonda la sofferenza senza lamenti del resto del pianeta!! se il nostro giardino è verde... il resto non conta! la trovo una riflessione davvero mirabilmente condotta alle menti insensibili ed a quelle che lo sono troppo e che vivono ancora tra sogni e parole!
già in un epoca dove tutto è onanismo e pieno compiacimento di se stessi, tanti sono i dubbi che mi sovvengono, che sovvengono a molti. Sono dell'idea che in un certo senso la cosa stia man mano scemando (almeno spero) noto, una certa apertura, una certa empatia ... che forse non sia troppo tardi? (io lo spero vivamente) e lo faccio nel mentre leggo la tua bella e condivisa poesia



