Donna

Ti vidi arrivare da lontano
con i tuoi pensieri
legati a grappolo
dai raggi della prima luna della sera
il passo lento
nell’attesa che le stelle
coprissero il tuo cielo
come un manto caldo
per la tua nuda schiena
si chetò anche il vento
aspettando
che tu ti dichiarassi nel silenzio
il mondo si fermò sulle tue ciglia
appesantendo il peso del tuo sguardo
poi
ti fermasti
davanti al tuo abito nuziale
lo indossasti
come s’indossa un abito qualsiasi
di una taglia senza misura alcuna
come un corpo indossa un anima non sua
quel giorno fosti donna
e del tuo destino sposa.
©
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Marina Pacifici8 aprile 2013
Dolente e aggraziata questa malinconica poesia sulla vita amara delle donne, da sempre cartina tornasole di una società sempre più in crisi tra un crescente disagio economico e la disgregazione dei nuclei familiari. Molto apprezzata per la sua sobrietà e profondità di analisi.

