Ci divise il mare
Era tempo d’emigrazione e fame.
Ci separammo
con le tue valige cariche di sogni e di speranze
e noi due in posa accanto a quei fagotti
per quella foto che conservo ancora
La nave al porto era pronta per salpare,
tra le mani un fazzoletto in cenno di saluto,
tu gridavi per dirmi ancora
un’ultima cosa,
ma il vento trascinò con sé le tue parole
la nave si allontanò rumoreggiando
ti vidi sparire tra lo sventolio di fazzoletti
e la gente accalcata sul ponte
Il mare guaiva disperato
le sue onde un urlo d’abbandono
ed io attesi fino a quando si chetò.
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Commenti (1)
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Francesco Rossi11 aprile 2013
Fantasia di un percorso umano. Poetica finissima espressa in versi sciolti.
