Canto a Bobbiate
Com'è diversa, oggi, Bobbiate,
da quella che un dì vissero i nonni!
Se tornare potesser questi giorni,
quante cose vedrebber cambiate.
Non c'è il gallo che canta al mattino!
Non più raglio, belato, muggito!
Sol fragor di motori è sentito
di chi corre al lavor, poverino!
Non è più il tempo a decidere
se restare ancora nel letto:
tu sei, oggi, sempre costretto
a levarti sentendoti opprimere.
Era greve il lavoro nel campo,
spesso avaro di frutti e di messi
ma, fatica e dolori connessi
scordar dovevi a guisa di lampo.
C'era una cosa d'immenso valore
che sopportare facea ogni duolo:
esser liberi e padroni del suolo,
senza mai dover dir: "si signore".
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