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Sociale 18 aprile 2013 · lettura 1 min · 2221 letture

Verso l'apocalisse

Idalgo Visconti 294 poesie pubblicate
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Eternamente attratti da quel declivio ad Har Magiddô è ormai il destino Fermi, abbiamo continuato il cammino verso il cataclismatico evento Incoscienti del peccato che portiamo dentro viviamo in quell'incubatico sogno dove al risveglio sarà solo la parola fine Ma nell'attesa assaporiamo pane fatto di gesso e l'acqua non si tramutata in vino Nemesi è sulla terra in cui germoglia solo il fango e dei fiori è sconosciuto il profumo Il mondo non ha più colori son svaniti quelli pastello scomparso è lo sgargiante ed il tono prevalente è aspro e scuro Capaci solo siamo a scriver sopra un muro parole senza senso coprir con la vernice la paura che posta è sempre al centro spaventati siamo anche da che ci è vicino dimentichi, di esser anche noi un assassino
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L'autore
Idalgo Visconti

“L’universo é mutamento: la nostra vita é come la creano i nostri pensieri.” “Non si può scegliere il modo di morire. O il giorno. Si può soltanto decidere come vivere. Ora.”

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Commenti (5)

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carla composto19 aprile 2013

forte incisiva lirica... che ci porta a profonda riflessione... purtroppo non ce ne accorgiamo ma andiamo verso il tramonto... non riusciamo più a sentire il profumo dei fiori ...siamo troppo pieni di noi stessi ... delle nostre ambizioni ...trovo questa poesia magistrale e bella... piena di verità

Patrizia Ensoli19 aprile 2013

Mi evoca i cavalieri dell'apocalisse, li vedo avanzare su quei cavalli scheletrici nel fumo di un male che sale e l'angoscia che serra la gola. Questi versi ben stilati mi fanno tremare ... L'armageddon " battaglia finale " ma temo che nessuno vincerà!!

Berta Biagini19 aprile 2013

Purtroppo non possiamo fare a meno di constatare la veridicità di questi versi – difficile trovare soluzioni al punto in cui siamo – una finestra aperta ove il baratro è sempre più a portata di mano.

Donatella Pezzino19 aprile 2013

Ormai portiamo tutti sulla pelle, come un marchio, la vergogna di un male universale che cresce ogni giorno di più e che porta il genere umano verso una fine ingloriosa. Versi incisivi, profondi e taglienti come lame, fanno riflettere.

Fiammetta Campione22 aprile 2013

L'autore non lascia adito a dubbi, la sua è una critica durissima alla situazione che degenera sempre più, si vive male perché siamo sempre più gli uni contro gli altri, disuniti e senza fiducia. Trionfo del male? Non gettiamo la spugna...