Italia
Italia,
bella, dolce e povera
e dopo Maria la sorella la madre
tu sei la donna ch'amo di più.
Cara Italia
delle mura mie ristrette
dove calcolo in mesi il presente
con la paura e le spalle curve e strette
di chi non sa se può farcela,
ti scrivo
perché il tuo inno mi restituisce
la voglia di vivere
ed è un regalo che non corrompe e non divide
ma tende all'amore ed a Dio.
Stretta dal nemico
rispondevi mettendoci l'anima il cuore e i contadini
e il Piave fu la difesa dopo l'oltraggio
dei poveri, morti a migliaia sulle altur dell'Alpi.
Stretta ancora dal nemico
ed io t'appartengo per sempre
rispondevi coi partigiani, coi preti
col Cristianesimo di chi decise di posare il fucile
e morire
piuttosto che sparare sulla propria gente.
E se l'orgoglio Dio non ama in noi
potessimo noi almeno amare noi
italiani ed avere quell'amor di patria
di cui sola una terra infelice oggi
può nutrirsi.
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