Ardore e dolore
La mia strada oramai più non conosco
a me stesso straniero diventato
il sentiero m'è accidentato e fosco
e da donarti nulla m'è restato
Sperduto dentro un cupo e buio bosco
nel mio destino triste ed intricato
il tuo pensiero m'è come dolce tosco
ardore e dolore hai risvegliato
Ardore di tenerti tra le braccia
ricoprendo di baci la tua bocca
miele che l'alma mia ristora e sazia
Dolore di vedere la mia faccia
specchio della mia natura sciocca
opposta alla tua risplendente grazia
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L'autore
Adriano Lungosini
Dice mia madre che sono sempre le donne a scegliere. La Poesia ha scelto me, non so perché, dato che non ne ero all'altezza, per dare un senso ad una storia, la mia, che fino ad allora era sempre proseguita per inerzia. Lo ha fatto attraverso una donna, concreta e reale, che mi ha sempre respinto. Ma l'amore per la Poe
Commenti (1)
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Rosita Bottigliero22 aprile 2013
Un sonetto che lascia ardore e malinconia di un amore non corrisposto... Versi scorrevoli. ...intensi... romantici
