Posso sentire il suo tacere

Non sa ciò che vuole
non parla
non chiede
ha camminato
smarginando la solitudine
lei
dal sapore salmastro
profumata di mela
giocando sulle punte
quelle incerte di un nome
ha intricato i sogni
nel sottobosco del dolore
cogliendo quà e là
troppi sparuti
bigi
riflessi di nuvola
dove non c'era tempo
ha trovato spazio
guardandomi si è riflessa
nella sua distanza
mi ha lasciata stremata
disegnando per chiedere
dove fosse amore.
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Commenti (3)
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Duilio Martino22 aprile 2013
La solitudine che penetra e si impadronisce poco a poco dell'anima... la domanda è: "Dove s'è perso l'Amore?" Bellissima!
Francesco Rossi22 aprile 2013
Si prende una parte di noi per le mancanze di sensibilità altrui. Versi che dirompenti si aprono alla percezione del lettore.
Idalgo Visconti22 aprile 2013
Richiama ad una passeggiata notturna sulla spiaggia, dove la luna diventa amica e consolatrice per quella solitudine e dolore che ci attanaglia, rubandoci un pensiero ed un sorriso, per la sua presenza ed il conforto che ci ha regalato. Piaciuta


