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Riflessioni 24 aprile 2013 · lettura 1 min · 4035 letture

Fossile

Laura Maira 110 poesie pubblicate
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Seduti su scranni di pietra ad osservare la terra muta sotto il cielo grave stavano i desideri piegati sotto la scure del silenzio Curvi i pensieri come nel sogno si rincorrevano confusi dietro eserciti schierati di scheletri urlanti una folla polverosa di memoria perduta E me ne stavo nascosta come fossile nella roccia dimentica del tempo mentre il giorno scompariva una volta ancora dietro le case col sorriso obliquo salutando un passante immaginato sostavo nel vuoto Immobili e orgogliosi coi pugni stretti contemplando il destino senza nulla cambiare gli anni restavano a guardare scivolando
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L'autore
Laura Maira

Sono uno spirito libero, che odia banalità e mediocrità. Amo l'Arte in ogni sua forma. Sono intensamente spirituale. Questo è il modo in cui tento di esprimermi. La poesia mi nutre e mi solleva, conforto di ogni male.

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Commenti (6)

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Giacomo Scimonelli25 aprile 2013

la strofa finale è qualcosa di veramente profondo... una riflessione che condivido e capisco perfettamente... versi di pura Poesia...

Gianna Occhipinti25 aprile 2013

Poesia d'intensa bellezza nella quale mi sono sentita quasi catapultata, in questa atmosfera di riflessione dell'Autrice... così struggente il racconto, così vero nei sentimenti da sentirsi partecipi emotivamente. Un grande elogio all'Autrice, per la sua eccelsa bravura.

Miriam Badiani25 aprile 2013

In questa poesia si denota un'evoluzione dello stile, più maturo e asciutto ed in quanto tale, ancora più incisivo. Una profonda ed intensa riflessione. Fiocco.

EnzoL25 aprile 2013

Ci sono momenti della vita, in cui non si vive. Si è pura stasi, ombra immota. in quelle fanghiglie simili a limbi, ho ritrovato la tua voce in questa poesia . ottima

Rita Minniti26 aprile 2013

Una poesia che da subito cattura la percezione di pensieri malinconici stesi come foglie al vento sulla terra nuda e dove in essi, desideri nascosti, vorrebbero guardare la luce, mentre piegati al silenzio "seduti su scranni di pietra"come ci confessa l'autrice, osservano nel buio una luce che non c'è. Buio che confonde i pensieri, che isola dal sentirsi vivi, in un contesto che non giova alla ripresa, mentre i giorni s'accavallano furiosi e il vuoto è la sola realtà che si apre davanti agli occhi. Realtà ubriaca in un'esistenza da sopportare e nella quale, "contemplando il destino" niente sembra srotolarsi, niente sembra cambiare davanti al tempo che lì inerme "resta a guardare". Poesia estremamente espressiva e stilisticamente eccellente.

Elle30 aprile 2013

Poesia che calca un'impronta diversa dalle precedenti. Si nota un'originalità nel lasciare il lettore davanti ad una multipla interpretazione, cogliendoci la suggestione, una sorta di misterioso abbandono, ma non di resa... La consapevolezza di chi osserva e si osserva di riflesso, nel tempo e nel luogo che scorre, traendone considerazioni che provocano a pelle sensazioni tattili, melodia compresa... che accentua quei passaggi tra strofa e strofa intercalando una buona dose di suspense...