Vestito di parole

Quando non si può
plagiare il tempo
con il contatto di un gesto
quando non bastano gli occhi
per rubare uno sguardo
allora si sposta la parola
la lingua cede il verbo a questo foglio
e si racconta
scava
cerca
intona preghiere
inventa canzoni
meretrici di sogni
intrise di senso
di fuoco o di candore
poi ce le cuciamo addosso
le indossiamo
come se fosse un abito di pelle
che molte volte non è nostro
ma che ci serve
per vivere ancora
ignorando
tacendo
i silenzi che ci alloggiano dentro
li indossiamo
per pararci dai venti
che soffiano insistenti
dall’orizzonte della memoria.
©
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Maria Rita Scasciafratti25 aprile 2013
Un vestito fatto di parole che spesso nemmeno ci appartengono, versi eleganti e ben stilati.

