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Introspezione 25 aprile 2013 · lettura 1 min · 2523 letture

Tremendo [come sarebbe]

Rita Stanzione 1949 poesie pubblicate
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La mia arte che soffre impedita che s’offre bruciando retine ah! cosa dirti ancora... cosa che non sia già stato ci mettiamo uno slogan e la nave Va... cibopoesia per i tuoi denti sani una terzina una sciorinata sdrucciola mente più adorna leggimi Rimango tronca tutta (via) ecco me stessa con l’etto di materia grigia già consumata nel pensarti come dirti? le mani torbide non sanno la sponda da infilar le unghie lasciare a vita il calco di questa cosa sconcia che ho concepito e tu complice ignaro, quanto ispirato dal medesimo flash Ti ho posato sul foglio per giungerti, aggiungerti a me fatta a metà congiunti sibili di una riga sottile a cavallo di due fogli, due in uno uno di due a seguire sempre noi fino a finir la risma Nello sdoppiarci sentiamo forte come sarebbe se tremendo un soffio venisse adesso proprio nel mentre all’istante -qui- a farci perdere l’orizzonte
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L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (4)

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carla composto26 aprile 2013

metafore profonde e belle introspezione che scava dentro... come sarebbe se una spaccatura mettesse fine a questa unione di pensiero... tra le righe molto di più...

Stefano Drakul Canepa26 aprile 2013

veramente immensa nell'intreccio dei pensieri che si dipana come una rete a imprigionare respiri e pensieri... g r a n d e, segnalo

Donatella Pezzino27 aprile 2013

La poesia, quasi uno sdoppiamento in cui inseguiamo fra righe e parole una parte ben precisa di noi stessi... quella perennemente in fuga, che s'ostina a voler restare nascosta. Capolavoro!

Francesco Rossi28 aprile 2013

Usato un linguaggio che apre al simbolismo per dare al lettore una disamina di interiorità dove nulla avviene per caso e nulla è scontato. Grande acume.