Ir tremoto e la Politìa
Luciano Tarabella
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Ne stamperò dumìla come ir Belli; (1)
si ogni giorno voglio fà un sonetto!
Lo scriverò in cucina o ar gabinetto
e nun saranno versi stentarelli.
Ar Governo ce n'è di gran cervelli
corrotti e corruttori e ci scommetto
che, invece di fà leggi, vanno a letto
cor una "quindicina" (2) di budelli.
Povera Italia, illusa da promesse
sbavate da una casta che comanda!
Come vorrei venisse un bèr tremoto
che tutta a faccia in terra la mettesse
così da fa' sparì quella gran banda
di becchi ingannatori e di metresse!
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L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (1)
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a
andrea ristori26 aprile 2013
demolizione degli aspetti più tragicomici del bel paese, invettiva straordinaria colma di satira e di disprezzo trilussiani.
