Liberazione
Aldo Bilato
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Subito dopo il vento; tra le rovine e l'edera
sfiorando il pianto d'un bambino: solo.
Solo un istante dopo, l'ultimo dei santi
si piegò sulle ginocchia intonando un'antica litania.
Dalle fontane zampillarono lacrime e sangue
dalle finestre, bandiere le lenzuola.
Porte e ancora porte
porte ad aprire miracoli sul mondo.
Suonarono a festa le campane
e le sottane, scalze, in fila indiana
ripresero la via di casa:
danzarono al ritmo di nacchere
e scacciapensieri, portando in dono
nei panieri, frutti e pensieri
e nelle mani carezze, da offrire ai soldati.
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L'autore
Aldo Bilato
Commenti (2)
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Emanuele Strada27 aprile 2013
Queste parole ci restituiscono un'aspetto nuovo della Liberazione. Le porte aperte, le campane in festa, la danza e i festeggiamenti in immagini poetiche di altissimo spessore, come le mani che nel gesto di una carezza rendono ai soldati o a chi ha lottato per la Libertà, un ringraziamento che supera ogni possibile parola; l'autore.
Paola Galli29 aprile 2013
...speriamo che non sia veramente morta questa ricorrenza e che tanti giovani soldati e donne in lacrime di sangue non abbiano sofferto e/o perso la vita inutilmente!! che resti in noi questo senso di appartenenza, che si salvi infine quella parte nobile di un paese meraviglioso, non ancora cibo per piranha!!


