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Riflessioni 27 aprile 2013 · lettura 1 min · 2548 letture

Liberazione

Aldo Bilato 1298 poesie pubblicate
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Subito dopo il vento; tra le rovine e l'edera sfiorando il pianto d'un bambino: solo. Solo un istante dopo, l'ultimo dei santi si piegò sulle ginocchia intonando un'antica litania. Dalle fontane zampillarono lacrime e sangue dalle finestre, bandiere le lenzuola. Porte e ancora porte porte ad aprire miracoli sul mondo. Suonarono a festa le campane e le sottane, scalze, in fila indiana ripresero la via di casa: danzarono al ritmo di nacchere e scacciapensieri, portando in dono nei panieri, frutti e pensieri e nelle mani carezze, da offrire ai soldati.
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Aldo Bilato
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Commenti (2)

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Emanuele Strada27 aprile 2013

Queste parole ci restituiscono un'aspetto nuovo della Liberazione. Le porte aperte, le campane in festa, la danza e i festeggiamenti in immagini poetiche di altissimo spessore, come le mani che nel gesto di una carezza rendono ai soldati o a chi ha lottato per la Libertà, un ringraziamento che supera ogni possibile parola; l'autore.

Paola Galli29 aprile 2013

...speriamo che non sia veramente morta questa ricorrenza e che tanti giovani soldati e donne in lacrime di sangue non abbiano sofferto e/o perso la vita inutilmente!! che resti in noi questo senso di appartenenza, che si salvi infine quella parte nobile di un paese meraviglioso, non ancora cibo per piranha!!