Per il suo compleanno
Muta il vento d'aprile, adesso scrolla
la folla di foglie, un vello smeraldo
fratello alle piume dei verzellini.
L'ora è chiara, è una goccia di miele
il sole. Qualcuno sale le scale,
squilla lontano un telefono. Come
velieri vanno le nuvole... vanno
e sembrano delfini le rondini.
S'apre un'anta dove canta una donna.
E si fa acqua il tempo, e scorre scorre
nei canali della memoria e smuove
melodie e vecchi sogni assolati,
un labbro che mormora “Mi ami sempre?”
Morire è non più amare, amare
per non morire, morire d'amore,
ecco la cabala, almanacco oscuro,
una smorfia di numeri impazziti.
E la luce remida fa le case
d'oro, di zaffiro l'aria serena,
di platino un barbaglio di vetrate.
Di smeraldo infine gli occhi mortali
dell'angelo che mi circonda d'ali
e parole, suoni ch'io bevo piano.
Chi è nato oggi in quell'anno lontano?
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!