Sogno di poeta
Dolce crepuscolo ch’attese invano
tornar il fanciullo che più non sono,
col grave calepino d’italiano
e rimembrar del latin il bel suono,
da scuola a casa indoravi il selciato
e l’illudevi fosse già di luce
il cammin d’un gran poeta segnato,
ch’al caro serto d’alloro conduce.
Ahi! tu mi ritrovi ognor a vergare
d’inutil inchiostro fogli su fogli,
e di quel serto il capo ora mi spogli.
Quanti svagati fanciulli a sognare
sopra quel selciato ancor sorprenderai
obliando poi chi poeta non fu mai!
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