M'aricordo ...Che

Mi è sempre piaciuto scrivere, eredità che mi è stata lasciata da mio padre, per poter trasmettere i miei stati d’animo e sentimenti ... sin da bambina mi sono cimentata in quest’arte per me liberatoria e che non ha ostacoli ... tra realtà, fantasia, voli pindarici... Scrivo poesie, acrostici, haiku, racconti su
Commenti (14)
ricordi dolorosi, ed è infatti strano, come da giovani tutto a volte sembri così lontano, come ogni cosa sia eterna. Essendo anche io come la brava poetessa reduce da una vicenda simile capisco bene, quel senso di lutto che si ha nel cuore, mentre tutto intorno continua il normale vivere leggero dei bambini... bella Poesia, forte musicalità con il dialetto. apprezzata veramente molto
Una singolare poesia autobiografica in cui si nota come il dolore difficilmente viene metabolizzato quando si è piccoli. Questo avviene soltanto col passare del tempo quando man mano che si cresce si sente sempre più la mancanza di quella persona cara. Lirica molto piaciuta ed apprezzata, anche per la "lingua" usata, molto melodiosa e scorrevole.
apprezzo molto questa poesia, anche perché amolil dialetto ed in particolare quello romano, nel leggerla sentivo la voce di Gigi Proietti, perché da gran maestro sa rendere anche gli avvenimenti dolorosi, come questo, ironici e nello stesso tempo simpatici!
L'esposizione della poesia la rende unica nel suo genere... poi la struttura e le metafore sono da considerarsi magnifiche. grande verseggiare allieta il lettore...
Un autobiografica significativa sia perché quando si è giovani, tutto ci attraversa senza capire veramente il dolore che incontriamo, ma tutto cambia quando, quel dolore lo sperimentiamo su di noi... e come si dice " la sofferenza insegna " e si diventa grandi... a volte anche da piccoli!! Poesia molto apprezzata
Alla prima lettura si spprezza la musicalità del dialetto romano di per sé gioioso . Poi si torna indietro per riscoprire la leggerezza con cui da bambini non si comprende quello che poco più tardi si riconosce dolore. Splendida per forma e contenuto
Chiaramente il dolore si comprende solo quando ne siamo vittime, in prima persona... non è questione d'età o di estrazione sociale... Non è questione neppure di cattiveria o d'egoismo, se il dolore, come ferro rovente, non ci marca... non riusciamo a comprenderlo... Piaciuta... Originale nche nella stesura...
versi che arrivano e che colpiscono per il gran coraggio che l'Autrice riversa in questi pensieri ...si legge amarezza ma non rassegnazione al dolore... il dolore quando viene elaborato è diverso sia per l'età ma anche per la sensibilità personale di ognuno di noi... un volgere lo sguardo al passato doloroso con gli occhi bambini e un verseggiare veramente incisivo...
originale, coinvolgente, l'infanzia, tutto cosi grande, ma tutto cosi vero, le paure che restano, i ricordi, ed il carattere che ne diviene la conseguenza, speciale
splendida poesia dialettale, molto dolce e toccante, gradevolissima
Splendida poesia, ha in sé la musicalità propria del dialetto ma anche dovuta all'abilità della penna. Il contenuto è delicato ed emozionante, c'è tanta dolcezza in questi ricordi dove l'anima infantile è così pura da non poter comprendere appieno il dolore della perdita. Ammiratissima.
Quando si è bimbi si vive tutto come in un'altra dimensione, anche il dolore rimane in sordina, anche se lascia grandi ferite. Piacevoli versi in un dialetto davvero ben scritto, contengono nostalgia e verità
Scritta in dialetto romanesco coinvolge ancor più il lettore. l'autrice riesce a liberare le mozioni e verseggiare in modo genuino i sentimenti interiori.
Profuma più di una rosa questa poesia, sgorgata da cuore di romana vera, sarebbe giusto regalarla, in un bel mazzo di carciofi a San Pietro che tanto ha amato Roma












