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Ribellione 5 maggio 2013 · lettura 1 min · 3185 letture

A Camere congiunte

Francesco Rossi 1097 poesie pubblicate
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Acerbo e meschino nel Palazzo viveva e con invettiva ascriveva la colpa alla compagnia della Camera, atmosfera conviviale che delibera per non fare il decantato deliberato dal Senato. Parla, tuona, ancora riparla continua a parlare, è un gran faticare per le tonsille infiammate e intanto promette ben più che di quello che il portafoglio permette. Parlare è suo gaudio e diletto, del sano lavoro non conosce aspetto. Venga pure a contestare queste rime strampalate. La ragione mai non teme sempre vince sulle beghe, se poi queste son di Camere hanno rotto assai le palle, specialmente quelle vociate moralmente tramandate da venti anni a questa parte e, i ladri sono tanti. La felicità suprema del vivere in questo sistema che delegittima la giovinezza sta che dalla tua lingua reflua più nulla aspetto. Solo alla pienezza del giovane ardire con speranza guardo. Per cambiare in fretta questo gioco d’azzardo.
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L'autore
Francesco Rossi

Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno

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Commenti (9)

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Alberto De Matteis5 maggio 2013

Una disamina attenta, puntuale e profonda: Si spera sempre in un futuro migliore.

Effettivamente ciò che colpisce maggiormente la classe politica italiana il suo atteggiamento totalmente autoreferenziale e il conseguente smarcarsi dalla realtà sociale, dei bisogni del popolo sovrano, dall'occludere pervicacemente l'energia e la potenzialità dei giovani. Questa poesia descrive molto bene questa dinamica con una stile che personalmente apprezzo molto.

Berta Biagini5 maggio 2013

E’ tanto che sentiamo dire “largo ai giovani” – sarà la volta buona!

rita damonte5 maggio 2013

parlare è suo gaudio e diletto, del sano lavoro non conosce aspetto. bel dire... di un poeta che vale del suo dire. com pli menti. e che han rotto le P... lo dico pure io.

carla composto5 maggio 2013

dovizia di particolari nel descrivere la classe sociale odierna ... preparato ed attento il valente poeta ci trasmette la sua ribellione... che é anche la nostra il mio elogio

Marco Vidotto5 maggio 2013

La vecchia politica fatta di promesse impossibili ha stancato tutti, speriamo che finalmente ci sia un giorno nuovo dove i giovani, non intesi solo come il nuovo, ma come idee e mentalità diversa facciano il loro ingresso.

Patrizia Ensoli6 maggio 2013

Qualcuno disse: Non è la violenza dei pochi quanto il silenzio di molti che mi spaventa ... Una ribellione che colpisce e da condividere!!

Miriam Badiani6 maggio 2013

Molto significativa e pungente al punto giusto, delinea una triste realtà. Da farne bandiera. .

C

un pensare quello dell'autore che ben condivido, pungente e vera, ottimo testo