Canyon della morte
Giovanni Chianese
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Disperso mi sento
girovago nell’ebbrezza
cruent’anima mia
non ascoltare voci
ti chiudono nel cerchio
ti cospargono di vapore
Il sole nemico scotta
morirai nella nebbia
il castigo brucia
mentre bollente sangue
il cuore versa
L’asfalto nero
è un fiume rosso
scava nel profondo
fuoco arde il letto della morte
Esci dall’affanno
valle del demonio
è arsura globalizzante
non navigare in quell’arca
scappa corri scappa
sei ancora in tempo
Vedi là in fondo
insidiosa rapida
intrappola il tuo sogno
diserta sei ancora in tempo
metti le ali al cielo
Una madre in pena
è sempre ad accoglierti
salvati figlio delle stelle
vai a svincolarti dagli artigli
sono affamati avvoltoi
refrigera il tuo corpo
volando oltre il fuoco dell’inganno
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L'autore
Giovanni Chianese
Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na
Commenti (1)
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Francesco Rossi10 maggio 2013
Vapore, nebbia che non lascia la giusta e dovuta visuale, quindi una rotta da seguire irta di pericoli e l'autore con i versi ne sviluppa i contorni in poetica fine e diretta. Chiude con un'auspicio lasciando al lettore considerazioni proprie del suo poetare.

