Sotto il pergolato

E sordo bofonchia
quel livido cielo
e sorprende
con guizzo e boato...
poi picchietta sul cotto
e s'annuncia in sordina
e solerte tramuta
quel tocco argentino
al riparo...
poi goccia quel tonfo
attutito
e in rivoli scorre
alla grondaia...
Oh, quel sentore di muschio
e di fresca rugiada
che prende le nari
e circonda quel cuore osservatore...
oh, quel timido trillo
tra i pruni celato
ch'espande sonoro
un sussurro di vita
e che la mente disposta
garrulo allieta...
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
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