"il tram "
e, ed ora cosa rimane se non la noia
di questa lunghissima passeggiata
iniziata non per mio gran volere
trovata per puro caso o per fatalità
un giorno d'aprile di tanti anni fa, e
rimangono frantumi di giorni lieti e tristi,
polvere di godurie mai vissute con pienezza,
fotogrammi di lontani incontri amorosi,
immagini sbiadite di me e di te fanciulli, e
rifacendo a ritroso il tortuoso cammino
tutto rifarei forse sbagliando molto ancora,
ma è stata la mia vita, la mia esistenza,
bella, brutta, inconcludente, spigliata, amata,
l'accetto così spensieratamente ed attendo
che all'ultima fermata il mio tram sia ricoverato
lo spero:
con estrema cura.
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Commenti (1)
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Francesco Rossi10 maggio 2013
Nella mente dove la certezza vive sembra che l'autore chiami l'ombra appassionata dell'altra metà a spegnere la sua sete.
