O cara!
estro non diede beltà
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Intorno, la scoppiata primavera,
io, uccellino dal nido caduto,
che aspetta con terrore la sera
per dissolversi nel mondo perduto.
Sono spenti i colori e profumi
nei tuoi sguardi tristi e assenti,
come legna il mio cuore consumi
mentre sfuggono i giorni presenti.
La paura attanaglia la voglia,
di tuffarti nel nostro caldo mare,
impregnato di antichi sapori,
di galleggiare come morta foglia
e, sulla sabbia, lasciarti amare,
sicura, di rivivere passati dolori.
©
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L'autore
estro non diede beltà
Se sei bravo puoi scoprire chi sono anagrammando il mio pseudonimo. Se non sei interessato è lo stesso. Un aiutino per chi vuole scoprirlo: L'Europa prega e lavora con sobrietà, mentre Parigi colta e mondana mostra del mio viso l'ambiguità, icona, della geniale creatività italiana.
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